L’obbligo di teledistacco fotovoltaico rappresenta un’importante novità per le aziende e i produttori di energia rinnovabile. Entro il 2027, infatti, gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza compresa tra 100 e 999 kW dovranno essere adeguati per consentire al gestore della rete di ridurre o interrompere da remoto la produzione elettrica in caso di necessità.
La misura, introdotta dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), punta a rafforzare la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Per i proprietari degli impianti è quindi fondamentale verificare la conformità delle apparecchiature e pianificare gli interventi necessari, evitando ritardi, costi aggiuntivi e possibili conseguenze economiche.
Obbligo teledistacco fotovoltaico: chi deve adeguarsi?
Le disposizioni previste dalle deliberazioni ARERA 385/2025 e 564/2025 riguardano gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza compresa tra 100 e 999 kW connessi alla rete di media tensione, secondo i requisiti applicabili.
L’obiettivo è permettere a Terna, attraverso il distributore locale, di intervenire sulla produzione quando si verificano condizioni critiche per l’equilibrio della rete elettrica. La necessità di queste misure è emersa con particolare evidenza dopo i problemi che hanno interessato il sistema elettrico europeo nel 2025.
L’obbligo interessa sia gli impianti già in esercizio sia quelli nuovi in fase di connessione. Anche le aziende agricole che utilizzano il fotovoltaico per ridurre i costi energetici e integrare il proprio reddito devono quindi verificare la propria posizione.
Come funziona il sistema di teledistacco?
Per rispettare l’obbligo è necessario installare il Controllore Centrale d’Impianto (CCI), oppure un sistema equivalente conforme alla normativa tecnica applicabile, e attivare la funzionalità PF2.
Questa funzione consente al distributore di ridurre la potenza immessa in rete attraverso la procedura RIGEDI, sulla base delle indicazioni trasmesse da Terna.
L’adeguamento deve rispettare la norma CEI 0-16 e richiede una verifica tecnica dell’impianto. In particolare, occorre controllare la compatibilità degli inverter esistenti: alcuni modelli più datati, soprattutto quelli installati prima del 2013, potrebbero non supportare il controllo remoto e rendere necessaria la sostituzione.
I costi di installazione, manutenzione e adeguamento sono a carico del produttore. Per questo motivo è consigliabile richiedere tempestivamente una valutazione a un installatore qualificato.
Le scadenze da rispettare entro il 2027
Le tempistiche per l’adeguamento variano in base alla potenza dell’impianto:
- Impianti da 500 a 999 kW: adeguamento entro il 28 febbraio 2027.
- Impianti da 100 a 499 kW: adeguamento entro il 31 marzo 2027, con modalità semplificate previste per questa fascia.
- Nuovi impianti: adeguamento prima dell’entrata in esercizio e comunicazione al distributore prima dell’attivazione della connessione.
È importante distinguere la scadenza tecnica dalla data utile per ottenere il contributo pieno. Per gli impianti da 100 a 499 kW, infatti, la comunicazione di avvenuto adeguamento inviata entro il 31 dicembre 2026 consente di accedere al contributo forfettario massimo previsto.
Contributi per il teledistacco fotovoltaico: quanto spetta?
Per gli impianti compresi tra 100 e 499 kW è previsto un contributo forfettario con valore base di 7.500 euro, soggetto a riduzioni in funzione della data di comunicazione dell’avvenuto adeguamento.
In particolare, il contributo è pari a 7.500 euro per le comunicazioni inviate entro il 31 dicembre 2026. Scende a 6.000 euro tra gennaio e marzo 2027 e a 3.000 euro tra aprile e giugno 2027. Dopo il 30 giugno 2027, il contributo si azzera, secondo il calendario comunicato.
Per ottenere il riconoscimento è necessario presentare la documentazione richiesta, compresi il regolamento di esercizio aggiornato e la dichiarazione di conformità all’Allegato A.72 e alla norma CEI 0-16, rilasciata da un tecnico abilitato indipendente dal produttore.
Il distributore effettua le verifiche previste e, in caso di esito positivo, procede all’erogazione. Eventuali irregolarità possono richiedere nuovi interventi e una nuova comunicazione, incidendo sull’importo riconosciuto.
Cosa succede se non si rispetta l’obbligo?
Il mancato adeguamento può avere conseguenze rilevanti. In base alle misure previste da ARERA, gli impianti non conformi possono essere interessati dalla sospensione delle erogazioni economiche del GSE e da ulteriori provvedimenti che possono arrivare alla disconnessione dalla rete.
Per le aziende agricole e gli altri produttori, il rischio è quindi perdere temporaneamente una parte importante dei ricavi derivanti dall’impianto.
Come prepararsi al teledistacco fotovoltaico
La prima azione da compiere è contattare il proprio installatore o fornitore per verificare la compatibilità dell’impianto e individuare gli eventuali interventi necessari. Successivamente, occorre pianificare i lavori, predisporre la documentazione tecnica e trasmettere la comunicazione al distributore nei tempi previsti.
Agire in anticipo permette di ridurre il rischio di ritardi e, per gli impianti che ne hanno diritto, di preservare l’accesso al contributo massimo.
L’obbligo di teledistacco fotovoltaico richiede dunque attenzione sia agli aspetti tecnici sia alle scadenze amministrative: una verifica tempestiva è il primo passo per tutelare la continuità operativa e la redditività dell’investimento.