Sta per partire un nuovo progetto promosso dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) con l’obiettivo di rendere più accurate le previsioni delle immissioni in rete dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili. L’iniziativa segue l’approvazione definitiva da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, avvenuta con la delibera ARG/elt 4/10.
Secondo quanto previsto, entro sei mesi dall’avvio ufficiale del progetto (la cui data sarà comunicata a breve), il GSE coinvolgerà inizialmente 500 impianti, con un’estensione progressiva fino a raggiungere quota 5.000.
Perché serve un sistema di previsione più preciso
Le fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico presentano un limite strutturale: la loro produzione non è programmabile. La variabilità di vento e irraggiamento solare rende infatti complesso stimare con precisione quanta energia verrà immessa in rete in un determinato momento.
Questa incertezza ha un impatto diretto sulla gestione del sistema elettrico e sull’equilibrio del mercato energetico. Il problema è diventato ancora più rilevante negli ultimi anni, con la crescita significativa degli impianti da fonti rinnovabili connessi alla rete nazionale.
Il progetto del GSE nasce proprio per ridurre gli scostamenti tra energia prevista ed energia effettivamente prodotta, migliorando così l’affidabilità complessiva del sistema.
Nuovo sistema GSE: un’evoluzione rispetto ai sistemi già esistenti

Negli anni scorsi sono già stati introdotti strumenti di previsione: dal 2008 per gli impianti eolici in regime di ritiro dedicato e, successivamente, dal 2009 anche per impianti fotovoltaici e idroelettrici ad acqua fluente.
Il nuovo sistema GSE rappresenta però un passo avanti significativo, grazie a tecnologie più evolute e a un’infrastruttura di raccolta dati molto più capillare ed efficiente.
Il ruolo della tecnologia satellitare
Il cuore del progetto è un sistema di monitoraggio basato su connessioni satellitari. Presso gli impianti selezionati verranno installati dispositivi in grado di rilevare e trasmettere dati fondamentali, tra cui:
- energia prodotta
- potenza istantanea
- velocità e direzione del vento
- irraggiamento solare
Le rilevazioni avverranno ogni dieci minuti e, in alcuni casi, saranno integrate anche da webcam per il monitoraggio visivo.
Il sistema si articola in tre componenti principali:
- acquisizione dei dati tramite canale satellitare
- piattaforma centrale di raccolta e archiviazione
- sistema di previsione delle immissioni
I dati raccolti confluiranno nel sistema centrale MIFR (Monitoraggio Impianti a Fonte Rinnovabile), che li elaborerà per migliorare la qualità delle previsioni.
Un vantaggio chiave della tecnologia satellitare è la copertura su tutto il territorio nazionale, comprese le aree non raggiunte da rete telefonica o segnale GSM.
Le priorità di implementazione
Per garantire un’adozione graduale ed efficace, il GSE ha definito un ordine di priorità per l’applicazione del sistema:
- impianti eolici situati in regioni ad alta concentrazione (Puglia, Basilicata, Campania, Sardegna e Sicilia)
- altri impianti eolici e idroelettrici ad acqua fluente
- impianti fotovoltaici e a biogas
- impianti nelle isole minori non connesse alla rete nazionale
Avranno priorità gli impianti già dotati di strumenti idonei per la misurazione delle condizioni ambientali, come ad esempio gli anemometri per l’eolico.
Supporto agli operatori e copertura dei costi
I gestori degli impianti coinvolti riceveranno dal GSE tutte le indicazioni operative necessarie per l’adesione al progetto. È inoltre prevista l’attivazione di un servizio di assistenza dedicato (Help Desk) per gestire eventuali problematiche tecniche.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda la copertura economica: il GSE sosterrà integralmente i costi di investimento, installazione, manutenzione e gestione del sistema, oltre ai canoni di trasmissione dati.
Gli operatori dovranno inizialmente farsi carico dei consumi elettrici necessari al funzionamento delle apparecchiature, ma tali costi saranno successivamente rimborsati.
Un passo avanti per la stabilità del sistema elettrico
Con questo progetto, il GSE punta a rafforzare l’integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale, aumentando la precisione delle previsioni e contribuendo a una gestione più efficiente e stabile della rete.
Si tratta di un intervento strategico che accompagna la crescita delle energie rinnovabili, affrontando una delle principali criticità legate alla loro natura non programmabile.